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venerdì 3 ottobre 2008

catch up

4 mesi che non scrivo un post! Che vergogna! Me ne scuso con tutti i lettori (è si sembra che qualcuno legga il mio blog e che si sia pure lamentato del fatto che non lo tengo aggiornato). I posts da scrivere sarebbero tantissimi, ma vedo di darvi qualche informazione aggiuntiva di cos'è successo in questo periodo di assenza.
Sono quasi sconvolto nel notare che l'ultimo post che ho scritto riguarda la prima hike della stagione. Bhè dopo quella ne sono seguite numerose! Dalla classica Lake 22 con la neve a giugno per passare al favoloso Lake Colchuk vicino Leavenworth e finire con la più recente Catwalk a Snoqualmie pass. Potete trovare qualche foto sul mio album web. Che dire: come al solito la natura qui è spettacolare e maestosa.
Poi non posso non citare il mio viaggio a Yellowstone. 12 ore con la mia macchina scassata con sosta a Butte per visitare la miniera e assaggiare i famosi "pasties". (ricetta @ http://www.cooks.com/rec/view/0,1826,159180-230193,00.html). Yellowstone è indescrivibile. E le foto che ho scattato non riescono a raccontare le emozioni che si provano nel trovarsi di fronte a una mandria di bisonti, un orso nero che attraversa il fiume, fare il bagno in una sorgente termale, aspettare che un geyser erutti, fare escursioni battendo le mani e canticchiando nella speranza di spaventare un grizzly che potrebbe attaccarti.
Poi al ritorno alcune ghost towns, villaggi di minatori una volta ricchi e prosperosi e oramai abbandonati da anni. Bannack merita sicuramente una visita anche perché poco frequentato da turisti. (http://www.bannack.org/)
E poi il viaggio all'Olympic penisula (http://www.nps.gov/olym/). 500 miglia in 3 giorni dalle montagne all'oceano.
La Fremont Solstice parade con i ciclisti nudi.
L'indipendence day e i fuochi d'artificio sul lago.
Il matrimonio all'americana di Daniela e Julio, le bambine che sono nate e quelle che devono nascere ancora.
I ciclisti che cadono e si spezzano la clavicola alle 9.30 di sera.
Il cane che cerca di cacciare il porcospino, i 300 aculei che s'è preso, le 4 ore di intervento, i $550 spesi dal veterinario e le 2 ore passate a pulire la mia macchina. I sei punti che ho dato sulla zampa allo stesso cane la Domenica dopo.
Seattle, come al solito, è priceless.

giovedì 14 febbraio 2008

Obama e il Grammy award

Un altra vittoria per Obama. No. Non ci sono state altre votazioni in quest'ultima settimana, ma il senatore s'è portato a casa un grammy per la musica. Yes! Avete capito bene! Questa volta Obama ha vinto il premio per il miglior album parlato dell'anno. Si tratta della sua autobiografia "L'audacia della speranza: il sogno americano per un nuovo mondo", in versione audio-libro. Può sembrare ancora più incredibile il fatto che non è il primo Grammy che prende! Il senatore americano nel 2006 era stato premiato per "I sogni di mio padre". Quello che fa ridere è che quest'anno in gara c'era pure Bill Clinton. Insomma i Clinton battuti anche nella corsa al grammofonino...
Comunque Bill e Hillary avevano già vinto rispettivamente nel 2004 e nel 1996. Sembra insomma normale che il premio per il miglior album parlato vada ad un politico.
Che dite? Mandiamo a Sanremo anche il Walter e il Silvio?

lunedì 11 febbraio 2008

Obama - Il sorpasso

Per la cronaca Obama nelle votazioni di sabato ha stracciato Hillary: 68% a 31% nello stato di Washington. Senza contare i superdelegati la situazione generale porta adesso Obama in vantaggio 1032 a 944 (i numeri variano da fonte a fonte). Sembra proprio lui l'uomo che gli americani vogliono a guidare lo Stato. Sicuramente c'è una sorta di misticismo che in sto periodo circonda la figura del senatore. Le persone ormai si sprecano con i paragoni. I vecchi democratici rivedono in lui l'amato John F. Kennedy. Un nero intervistato dopo un recente discorso ha detto che Obama incarna contemporaneamente lo spirito di Martin Luter King e Malcom X. Siamo vicini alla beatificazione... Obama Santo subito! ma attenti! La corsa per la Casa Bianca è ancora lunga e potrebbe riservare un sacco di sorprese.

giovedì 7 febbraio 2008

Obama vs Hillary

E' passato il SuperTuesday e tra i democratici c'è ancora molta confusione sui risultati. Chi è in testa? A seconda dei notiziari e dei giornale potete trovare dei numeri diversissimi. Tra Obama e Hillary la sfida è all'ultimo voto. Per il momento, Obama s'è accapparato il maggior numero di Stati, mentre Hillary ha vinto nelgi stati più popolosi. E i calcoli vengono fatti in modo proporzionale e diverso da caucus a caucus così c'è una confusione pazzesca sui numeri. Ultimamente poi non si fa altro che parlare di questi Superdelegati: sono il nòcciolo del partito (ex presidenti, governatori ecc..), non vengono eletti, decidono autonomamente e potrebbero essere di fondamentale importanza per far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Tutta sta sitiuazione mi ricorda un po' il nostro Senato italiano, con i Senatori a vita che erano diventati di fondamentale importanza ad ogni votazione.
Ad ogni modo sabato è il turno dei caucuses dello stato di Washington. Ci son ben 94 delegati da assegnare e nessuno cercherà di farseli sfuggire. Per domani è pure previsto l'arrivo di Obama qui a Seattle. E anche se non posso votare magari faccio pure un salto a sentirlo...
Oh! dimenticavo... (o forse no?) In campo repubblicano, dopo il ritiro di Romney, sembra ormai quasi scontato che il candidato sarà Mc Cain.

domenica 27 gennaio 2008

Quella scimmia di presidente

Riportando Battiato da "Ermeneutica": "gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente s’invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo si inventano democrazie". Se sono stato così per lungo assente la colpa è anche un po' di quella scimmia di presidente (come? non avete notato la somiglianza?) che gli americani si ritrovano al governo in questo momento. La notizia arrivata con l'anno nuovo infatti è stata quella di un taglio del 20% dei fondi dedicati al mio progetto di ricerca. Questo con il fatto che un altro grant non è arrivato, ha portato alla seguente situazione nel mio laboratorio: decurtazione del mio contratto da ottobre a giugno, ma, ancora più triste, il licenziamento di 3 persone (su 7). In tempi normali probabilmente i fondi li avremmo ricevuti, ma negli States non sono tempi normali, anche se magari le tv cercano di convincervi del contrario. Saddam Hussein è stato impiccato, ma la guerra in Iraq va avanti. Guerra senza senso. Guerra con elevati costi, sia a livello umano che monetario. E così servono un sacco di soldi per mantenere i 180.000 militari oltreoceano. Ma le riserve di uno stato con un'economia che cola a picco non bastano più, per cui da qualche parte bisogna tagliare. E chi sono i primi a farne le spese? Of course! Come al solito sono i ricercatori e la ricerca, discarica dei problemi dello stato. Così ultimamente ho passato 10 giorni infernali per cercare di scrivere un altro progetto e l'application per ottenere un posto di post-doc a partire da luglio. Speriamo bene: anche l'America, quella con la A maiuscola, non è tutta rose e fiori.
Attendendo le nuove elezioni, non posso far altro che stringere i denti e continuare a lavorare sul mio progetto. Troppe chiacchiere. Spero che ritorni presto l'era del cinghiale bianco.


lunedì 29 ottobre 2007

Happy Birthday to me!


Happy Birthday to you,
Happy Birthday to you,
Happy Birthday Mr. Callegari,
Happy Birthday to you

Thank's Mr. Callegari
For all the things you've done
The curling games you've won
The way you deal with US mice
And our problems by the ton,
We thank you - so much.

Everybody Happy Birthday!

venerdì 21 settembre 2007

Pinocchio, Strombòli & Co.

Che la Disney avesse scopiazzato da fiabe europee per creare i suoi primi cartoni animati lo sanno tutti. Però se uno copia deve saperlo fare bene! Prendiamo l'esempio di Pinocchio. "Le avventure di Pinocchio" è un romanzo scritto da Carlo Collodi pubblicato nel 1881, che la Disney ha trasformato in cartone animato nel 1940. In realtà il libro di Collodi presenta varie differenze rispetto alla trasposizione cinematografica, ma dato il successo popolare della Disney spesso i bambini (e i grandi) non sanno la vera storia. O credono di saperla, ma in realtà conoscono solo la versione animata. E qui in America più che altrove si fa sentire. Per esempio tutti pensano che Pinocchio finisca nella pancia di una balena, quando in realtà Pinocchio viene inghiottito da un tonno (quello che finisce nella balena è Giona nella Bibbia... e forse manco lui). Capisco in effetti che per esigenze tecniche tutti (Geppetto, gatto, pesce rosso e Pinocchio) nella pancia di un tonno non avrebbero trovato abbastanza spazio, però...
E Geppetto? Geppetto da falegname diventa un fabbricante di giocattoli. Per non parlare poi del vestito alla tirolese di Pinocchio! Dove sono i vestitini di carta da zucchero e il cappello di mollica di pane? E gli zoccoli di legno? E poi mancano i rigidi e baffuti carabinieri col gran mantello nero che danno quel tocco di italianità alla fiaba. Solo per citare alcuni degli scomparsi.
Ma quello che mi ha fatto sorridere sono i nomi di alcuni personaggi che cambiano completamente: la fata turchina cambia colore e diventa the Blue fairy e più che una fatina sembra una diva di hollywood degli anni 40; il grillo parlante si sceglie un nome americano, si veste con giacca e cilindro e diventa Jiminy Cricket; ma quello che fa più ridere è il Mangiafuoco che diventa Strombòli, con l'accento sulla seconda o, che se dite Stròmboli non vi capiscono.
La condensazione operata rispetto al libro ha portato ad allargare le parti di alcuni personaggi ma a sacrificarne molti altri , ma come ha osservato la Disney "Pinocchio presentava il problema di un'eccessiva ricchezza di materiali, cosicché i soggettisti dovettero restringere il testo di Collodi in una trama compatta". Eccerto mica possiamo fare un po' di cultura, bisoganva farne un prodotto di largo consumo per essere venduto. Così Disney prese Pinocchio lo forgiò a sua immagine e somiglianza ed eliminò quel po' di cultura e folclore locale. Naque così il Pinocchio globale...

domenica 16 settembre 2007

Jennifer Gentle

E chi l'avrebbe mai detto che proprio a Seattle sarei riuscito ad andare al concerto di una band padovana (nata ad Abano Terme per l'esattezza)? Ieri al "Sunset Tavern" di Ballard nell'ultima data del loro tour (45 tappe!!!) negli Stati Uniti si sono esibiti i Jennifer Gentle. Quasi sconosciuti ai più in realtà sono una delle nuove band da tenere sott'occhio e di cui potremo sentirne parlare molto in futuro. Il genere musicale è definito come psychedelic avant-pop o psychedelic rock, genere musicale che vide il suo massimo splendore in Inghilterra e USA alla fine degli anni '60. E i suoni che riproducono hanno tutto il fascino retrò di quegli anni. Gli attuali componenti della band sono: Marco Fasolo, membro fondatore, (voce, chitarra), Francesco Candura (basso), Liviano Mos (tastiere) , Andrea Garbo (chitarra) e Paolo Mongardi (batteria).
Il primo album I am you are risale al 2001. Nel 2005 dopo un breve tour negli States, i Jennifer Gentle firmano un contratto con la casa discografica americana SubPop, celebre tra l'altro per aver lanciato i Nirvana. Il loro terzo album, Valende, uscito nel gennaio 2005, è il primo disco italiano dall'etichetta di Seattle. A questo segue nel giugno 2007 The Midnight room quarto album in studio dei Jennifer Gentle, a cui a fatto seguito proprio il tour americano che sono andato a vedere. Il locale era piuttosto piccolo, ma varie band mossero i primi passi proprio da posti come questo. C'erano circa una 50 di persone all'esibizione e di certo il gruppo sa come intrattenere il pubblico. Meritano l'attenzione che gli stanno dando e chissà che in futuro non possano avere un pubblico di ascolto più ampio. In bocca al lupo!

venerdì 29 giugno 2007

Mika male sta giornalista!

Forse qualche giornalista con una certa integrità mentale è pure rimasto tra i vari che conducono notiziari e rotocalchi americani. E sicuramente una di quelle da apprezzare è Mika Brzezinski, cronista per la NBC. Non so molto sulle sue doti di cronista (il programma che co-conduce è trasmesso sulla cable tv), ma di certo il gesto che ha compiuto in diretta e che ha fatto parlare di lei è degno di lode e a lei va tutta la mia stima. Finalmente qualcuno che vuole fare informazione vera e non leggere robaccia. Mi ricordo i notiziari italiani in periodo estivo (Studio Aperto era un campione da questo punto di vista). Basta con i servizi sui cagnolini abbandonati sulle autostrade (un po' va bene ma poi non esageriamo), o quelli strappalacrime dei cerbiatti rimasti senza la mamma (ma fatevelo con la polenta sto dannato capriolo e ponete fine alle sue sofferenze!), o quanto caldo fa (grazie! mi serve proprio un telegiornale per sapere che fuori fa caldo e c'ho l'ascella pezzata al minimo movimento) e i VIP in vacanza (chi se ne frega se vanno alle Maldive o al Billionaire in Sardegna, la maggior parte delle persone non c'ha manco i soldi per andare a Sottomarina), o Paris Hilton uscita dal carcere. Ecco. Arriviamo al punto. Paris Hilton esce dal carcere e devono farne la notizia principale della giornata? Devono farne un caso mediatico? E' proprio quello che lei cerca! I media! Vi prego non giocate al suo giuoco! Vi sta fregando, giornalisti! Ma per fortuna una non è caduta nella trappola. Lei. Mika Brzezinski. Eroina della tv giornalistica. Lei che in diretta s'è rifiutata di leggere la notizia della scarcerazione della stupidotta Paris. Che ha rifiutato che fosse la notizia principale della giornata. Che si è ricordata (almeno lei!) che in Iraq stanno ancora combattendo una guerra. Che forse vale la pena mettere in primo piano che anche qualche senatore repubblicano non è più d'accordo con la politica guerrafondaia di Bush. Che ha avuto pure il coraggio di strappare i fogli dalle mani del conduttore. Che non contenta ha pure provato a bruciare i fogli. Che pur non essendoci riuscita col fuoco alla fine però li ha eliminati nel tritacarte. Ben fatto. Hai tutto il mio sostegno. E ti prego, se ti si presenta l'occasione, fallo ancora. E la prossima volta ...portati uno Zippo da casa.
Per chi volesse vedere il video:
http://www.youtube.com/watch?v=6VdNcCcweL0

giovedì 28 giugno 2007

Hank Medress

E' morto all'età di 68 anni, a causa di un tumore ai polmoni, Hank Medress membro della doo-wop band dei Tokens. Se ancora non avete capito chi è, forse basta che vi ricordi la loro più grande hit a livello mondiale: "The lion sleeps tonight". Tutti conoscono questo motivetto orecchiabile derivato da una tradizionale melodia Zulu. La versione dei Tokens fu un vero successo a livello planetario nel 1961 e numero 1 in moltissime classifiche. La band ebbe altre hits , ma nessuna riuscì ad eguagliare il successo di "The lion sleeps tonight". In seguito negli anni '70 Hank divenne un produttore musicale di gruppi come le Chiffons e Tony Orlando. Ad ogni modo "The lion sleeps tonight" è una di quelle canzoni che tutti ricordano e non passano mai di moda, ma di cui nessuno conosce il nome del cantante. E l'"A-weema-weh" non è un ritornello che abbandona il vostro cervello tanto facilmente.

sabato 31 marzo 2007

Bruce Lee - Da Seattle con furore

Forse non molti di voi sanno che Seattle tra le varie celebrità di casa, può annoverare anche Bruce Lee. Il mitico Bruce Lee!!! Ma facciamo un po' di biografia... Bruce Lee nasce a Los Angeles il 27 novembre 1940, durante un tour negli U.S.A. del padre, famoso attore di Hong Kong . Per la cronaca è l'anno del Drago, fra le 6 e le 8 del mattino, l'ora del Drago... giusto per creare ancora più un alone di misticità attorno al personaggio. Bruce passa la sua gioventù a Hong Kong. Ha un carattere irruento ed esuberante, che lo porta a scontrarsi spesso con la piccola criminalità giovanile. Preoccupati di questo i genitori lo iscrivono ad un corso di Kung-fu tenuto dal maestro Yip Man. Da allora Bruce Lee non abbandonerà più lo studio delle arti marziali. E in questa scuola oltre alle tecniche fisiche viene a conoscenza del pensiero taoista e delle filosofie di Buddha, Confucio, Lao Tzu e di altri maestri.
A 18 anni Bruce parte per tornare negli States. Dopo Los Angeles, trasferitosi a Seattle lavora come cameriere in un ristorante; completa gli studi liceali all'Edison Tecnical School e, in seguito, ottiene una specializzazione in filosofia alla University of Washington.
Non gli è difficile radunare attorno a sè amici o curiosi interessati alla sua arte particolare, il Kung fu, che allora era veramente semi-sconosciuta al di fuori delle comunità cinesi. Il suo primo obiettivo è quello di diffondere l'arte in tutti gli Stati Uniti.
Trasferitosi in California nel 1964 approfondisce il suo studio rivolgendo la sua attenzione ad altre discipline, come il Kali, il Judo, il Pugilato, la Lotta libera, il Karate e altri stili di Kung fu. Con il tempo colleziona un'immensa biblioteca contenente volumi su ogni genere di stile e su ogni tipo di arma. Dall'elaborazione di tutti questi studi, nasce il suo Jeet Kune Do, "la via del pugno che intercetta".
Il 17 Agosto del 1964 sposa Linda Emery che, nel Febbraio del 1965 gli dà il suo primo figlio, Brandon.
In questo periodo Bruce Lee vince una serie di tornei attirando curiosamente l'attenzione di molti registi. A Los Angeles Bruce Lee comincia la sua carriera di attore recitando nella popolare serie televisiva "The green hornet" e, tra le riprese delle puntate e la nascita della seconda figlia Shannon, trova anche il tempo di insegnare regolarmente Kung-fu. Una "mania" che contagiò anche alcuni attori famosi, disposti a tutto pur di prendere lezioni da lui.
In quegli anni dà alle stampe il primo dei libri sulla sua nuova arte, con l'intento sempre nobile di diffondere gli importanti fondamenti spirituali provenienti dall'oriente. Ma è la carriera cinematografica quella che lo porta alle stelle. Bruce Lee, prima di morire in modo inaspettato prima di concludere l'ultima pellicola, recita in non meno di venticinque film e serie televisive, tutti entrati più o meno a far parte dell'immaginario collettivo. Dal mitico "Dalla Cina con furore", a "L'urlo di Chen terrorizza l'Occidente", da "I 3 dell'operazione Drago" fino al drammatico titolo postumo, in cui furono usate controfigure per terminare le scene non girate da Bruce "L'ultimo conbattimento di Chen".
Bruce Lee scompare il 20 luglio 1973 lasciando il mondo attonito. Nessuno riesce ancora a spiegare le ragioni di quella drammatica morte. C'è chi sostiene che sia stato ucciso da maestri tradizionalisti, da sempre contrari alla diffusione del Kung-fu in occidente (della stessa opinione, dicono i bene informati, era la mafia cinese, altra entità presunta responsabile), chi invece crede che sia stato eliminato da produttori cinematografici che non avevano ottenuto il suo consenso per alcune sceneggiature a lui proposte. La versione ufficiale parla di una reazione allergica ad un componente di un farmaco, l'"Equagesic", da lui utilizzato per curare l'emicrania.
L'enorme uso che Hollywood, dopo di lui, ha fatto e continua a fare delle arti marziali e il mistero della sua scomparsa fanno si che la sua leggenda rimanga viva tutt'oggi.

Bruce è sepolto al Lakeview Cemetery di Seattle, a fianco alla tomba del figlio Brandon morto nel 1993 all'età di 28 anni, anche lui in misteriose circostanze durante le riprese del film "Il corvo".
Oggi mi sono recato alle lapidi per fare qualche foto e per una fortuita coincidenza sul posto ho incontrato un distinto maestro di Kung-fu, che ha direttamente conosciuto Bruce Lee. Oggi infatti era l'anniversario di morte di Brandon e il maestro e sua moglie eran venuti a pulire le tombe e portare alcuni fiori. Ha subito attaccato bottone con me chiedendomi se ero venuto a portare omaggio a Brandon e dopo avergli risposto che la mia venuta era casuale, ha cominciato a parlarmi di aneddoti su Bruce, di filosofie orientali, di comunicazioni personali che ha avuto con lo spirito di Bruce, ecc. ecc. Nel frattempo alla tomba continuavano a venire ed andare turisti. Sono rimasto al cimitero 2 ore!!! A un certo punto la moglie giapponese l'aveva convinto a tornare a casa ed erano quasi in macchina, sennonché è tornato indietro perché voleva insegnarmi alcune mosse per creare i campi energetici (era pure maestro di Reiki). Poi dopo aver aspettato che l'ennesimo gruppetto se ne andasse, mi ha detto che voleva insegnarmi la meditazione e aprire il mio terzo occhio. Ho chiuso gli occhi, m'ha imposto le mani sulla testa e... e il resto è fantascienza! Il bello è che durante i 5 minuti della pratica sono arrivate altre persone e a quel punto credo fossero più incuriosite da quello che stava succedendo più che alla tomba! Comunque dopo i tre inchini di omaggio che mi ha insegnato a fare se n'è andato e io sono finalmente riuscito a scattare le mie foto!!! Certo un'sperienza extrasensoriale al cimitero non credevo che l'avrei mai fatta!

lunedì 19 febbraio 2007

Presidents' Day

Oggi federal celebration! Significa vacanza. Vacanza per quelli che come me lavorano all'università (evvai!), nei servizi di trasporto, uffici pubblici e banche.
La festa nasce per celebrare il compleanno di George Washington, primo presidente americano, nato il 22 febbraio 1732. La ricorrenza non viene celebrata il giorno esatto della nascita, ma il terzo lunedì di febbraio in modo da creare un week-end lungo di tre giorni che spesso gli Americani sfruttano per andare a sciare. Col tempo poi la festa è diventata un occasione per celebrare anche un altro vecchio presidente, Abraham Lincoln, il cui compleanno è il 12 febbraio. Più in generale in questo periodo nelle scuole si ricordano un po' tutti i presidenti con i bambini che fan ricerche a tema e imparano la lista di tutti i presidenti finora saliti alla Casa Bianca.
Vi metto qui la lista dei 43 presidenti, così potete allenarvi anche voi!

Portrait of George Washington Washington, George
1789-97
Portrait of Benjamin Harrison Harrison, Benjamin
1889-93
Portrait of John Adams Adams, John
1797-1801
Portrait of Grover Cleveland Cleveland, Grover
1893-97
Portrait of Thomas Jefferson Jefferson, Thomas
1801-09
Portrait of William McKinley McKinley, William
1897-1901
Portrait of James Madison Madison, James
1809-17
Portrait of Theodore Roosevelt Roosevelt, Theodore
1901-09
Portrait of James Monroe Monroe, James
1817-25
Portrait of William Howard Taft Taft, William H.
1909-13
Portrait of John Quincy Adams Adams, John Quincy
1825-29
Portrait of Woodrow Wilson Wilson, Woodrow
1913-21
Portrait of Andrew Jackson Jackson, Andrew
1829-37
Portrait of Warren Harding Harding, Warren
1921-23
Portrait of Martin Van Buren Van Buren, Martin
1837-41
Portrait of Calvin Coolidge Coolidge, Calvin
1923-29
Portrait of William Henry Harrison Harrison, William Henry
1841
Portrait of Herbert Hoover Hoover, Herbert
1929-33
Portrait of John Tyler Tyler, John
1841-45
Portrait of Franklin D. Roosevelt Roosevelt, Franklin D.
1933-45
Portrait of James Polk Polk, James
1845-49
Portrait of Harry Truman Truman, Harry
1945-53
Portrait of Zachary Taylor Taylor, Zachary
1849-50
Portrait of Dwight Eisenhower Eisenhower, Dwight
1953-61
Portrait of Millard Fillmore Fillmore, Millard
1850-53
Portrait of John Kennedy Kennedy, John F.
1961-63
Portrait of Franklin Pierce Pierce, Franklin
1853-57
Portrait of Lyndon Johnson Johnson, Lyndon
1963-69
Portrait of James Buchanan Buchanan, James
1857-61
Portrait of Richard Nixon Nixon, Richard
1969-74
Portrait of Abraham Lincoln Lincoln, Abraham
1861-65
Portrait of Gerald Ford Ford, Gerald
1974-77
Portrait of Andrew Johnson Johnson, Andrew
1865-69
Portrait of Jimmy Carter Carter, Jimmy
1977-81
Portrait of Ulysses Grant Grant, Ulysses S.
1869-77
Portrait of Ronald Reagan Reagan, Ronald
1981-89
Portrait of Rutherford Hayes Hayes, Rutherford B.
1877-81
Portrait of George H.W. Bush Bush, George H.W.
1989-93
Portrait of James Garfield Garfield, James
1881
Portrait of William Clinton Clinton, William J.
1993-2001
Portrait of Chester Arthur Arthur, Chester
1881-85
Bush, George W.
2001-present
Portrait of Grover Cleveland Cleveland, Grover
1885-89