Visualizzazione post con etichetta custom. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta custom. Mostra tutti i post

martedì 6 maggio 2008

The tithe

"The tithe" è una parola inglese che indica quella che in italiano potrebbe essere tradotta come "decima". E' la decima parte di una certa somma di denaro che viene pagata volontariamente per sostenere organizzazioni religiose cristiane ed ebree. In Italia uno può devolvere alla Chiesa l'8 per mille con la propria dichiarazione dei redditi annuale. Oppure se uno va a messa la domenica può lasciare qulche euro nel cestino dell'elemosina. Qui in America la tithe viene organizzata in modo diverso da confessione a confessione. In generale comunque il credente che va in chiesa ogni settimana può scegliere di fare un'offerta o altrimenti la tithe. La thite consiste nel dare il 10% dei propri guadagni settimanali. Si avete letto bene non ho per sbaglio aggiunto uno zero in più: si tratta proprio del 10%. La tithe non è obbligatoria, ma caldamente raccomandata e supportata da pastori e sacerdoti con vari passi della Bibbia, come questo che si trova in Matteo 23:23:

"Away with you, you pettifogging Pharisee lawyers! You give to God a tenth of herbs, like mint, dill, and cumin, but the important duties of the Law -- judgement, mercy, honesty -- you have neglected. Yet these you ought to have performed, without neglecting the others."

La maggior parte delle famiglie che fanno parte della comunità quindi devolvono il 10% dei loro stipendi, perché non farlo può sembrare quasi un peccato, un non osservare la parola di Dio. Bene, la carità è una delle tre virtù teologali, ma mentre in Italia sembra avere più un nesso con l’amore dell’uomo per Dio e per il prossimo, qui in America (ma c'è da stupirsi?) mi sembra quasi che la carità sia più correlata alle offerte di denaro $$$. Anche stavolta si dimostra come la Bibbia possa essere interpretata in modi diversi...
Se volete saperne di più sulla thite nei diversi paesi del mondo Wikipedia dà dei buoni suggerimenti. http://en.wikipedia.org/wiki/Tithe

giovedì 27 marzo 2008

The genographic project

Non c'è che dire. Il DNA sta assumendo sempre più importanza nella nostra vita. Per esempio negli States (ma non tarderanno a far sentire la loro presenza in Europa) cominciano a spopolare i tests genetici fai da te. Semplicemente ti spediscono a casa un kit con il tampone orale da rispedire al mittente. Dalle cellule della mucosa orale viene così ricavato il tuo DNA e il laboratorio provvede ad analizzare una particolare gene correlato a una particolare malattia o ad utilizzarlo per test di paternità. I costi dei kit si aggirano intorno ai $100-200, tutto sommato prezzi piuttosto abbordabili. Sono sicuro che in futuro ne saremo invasi.
Trovo a proposito interessante l'iniziativa del National Geographic "The Genographic Project" di usare questi kit per studiare le migrazioni della popolazione nella storia. Studi sul DNA suggeriscono che tutti gli umani di oggi discendano da un gruppo di antenati comuni che vivevano in Africa 60.000 anni fa. Da lì l'uomo ha cominciato il suo viaggio attraverso il mondo. Ecco l'idea: tramite particolari marcatori genetici (particolari mutazioni) è possibile tracciare virtualmente la migrazione dei propri antenati. Si può decidere di risalire la linea paterna (solo per maschi) utilizzando il cromosoma Y (ereditato di padre in figlio) oppure quella materna (per uomini e donne) utilizzando il DNA mitocondriale (che viene ereditato solo dalla mamma). Quindi potete avere tracciata una mappa della linea di migrazione che i vostri antenati hanno percorso per arrivare fino ai nostri giorni. Il costo è di $100 e viene garantita la completa privacy.
Se volete avere più informazioni a riguardo vi rimando al sito:
https://www3.nationalgeographic.com/genographic/

mercoledì 20 febbraio 2008

Knock Knock Jokes

Mentre i bambini italiani crescono a barzellette di Pierino, quelli americani e inglesi si divertono con i knock knock jokes. Knock knock equivale al nostro "toc toc" bussando alla porta. Il tipico formato dello scherzetto comincia con un knock knock. Il destinatario deve rispondere con la domanda "Who's there?" (Chi è?). C'è quindi la risposta che il più delle volte coinvolge l'uso di un nome. Il destinatario quindi ripete la risposta segiuta da "who?" (... chi?). Alla fine c'è un'ulteriore risposta con gioco di parole che dovrebbe fare ridere. Ma veniamo ad alcuni esempi pratici.

Knock, knock!
Who's there?

Luke.
Luke who?

Luke out of the window!
Knock, knock!
Who's there?
Doris.
Doris who?
Doris open, I'm going to come in.

Knock, knock!
Who's there?
Hawaii.
Hawaii who?
I'm fine, Hawaii you?
(la mia preferita)

Knock, knock!
Who's there?
Who.
Who who?
Is there an owl in here?




Sembrano giochini stupidi, ma (incredibile!) anche Shakespeare nel lontano 1600 li ha usati all'interno del Macbeth. Comunque, Shakespeare o no, i bambini italiani sono decisamente più divertenti.

giovedì 14 febbraio 2008

Obama e il Grammy award

Un altra vittoria per Obama. No. Non ci sono state altre votazioni in quest'ultima settimana, ma il senatore s'è portato a casa un grammy per la musica. Yes! Avete capito bene! Questa volta Obama ha vinto il premio per il miglior album parlato dell'anno. Si tratta della sua autobiografia "L'audacia della speranza: il sogno americano per un nuovo mondo", in versione audio-libro. Può sembrare ancora più incredibile il fatto che non è il primo Grammy che prende! Il senatore americano nel 2006 era stato premiato per "I sogni di mio padre". Quello che fa ridere è che quest'anno in gara c'era pure Bill Clinton. Insomma i Clinton battuti anche nella corsa al grammofonino...
Comunque Bill e Hillary avevano già vinto rispettivamente nel 2004 e nel 1996. Sembra insomma normale che il premio per il miglior album parlato vada ad un politico.
Che dite? Mandiamo a Sanremo anche il Walter e il Silvio?

sabato 9 febbraio 2008

The Washington caucuses

9 febbraio e tempo di votazioni anche per Seattle e lo stato di Washington. Negli ultimi giorni sia Hillary che Obama si sono presentati qui in città raccogliendo una moltitudine di persone ad ascoltare i loro discosi. Sembra addirittura che per Obama, 3000 persone non siano riuscite ad entrare nel pur capientissimo Key Arena (circa 17,000 posti!!!). Oggi però era il giorno di dare voce agli elettori nei caucuses. Potendo parteciparvi liberamente, anche se non ho diritto al voto, non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di andare a vedere come si svolgono, accompagnato da un americano che mi ha fatto da cicerone (grazie come al solito, Lynell). Ci siamo recati quindi alla scuola sede delle votazioni del quartiere. Dopo un breve discorso introduttivo sulle regole di voto, le persone sono state divise in gruppi in base alla zona di residenza (circa 30-40 persone a gruppo). Quindi è stato chiesto di esprimere una prima preferenza per uno dei due candidati o di mettersi tra gli indecisi. Dopo ciò, le persone che avevano espresso un parere possono tenere all'interno del gruppo un breve discorso per convincere gli altri a votare per uno specifico candidato. Si ripetono quindi le votazioni e si fanno i conteggi ufficiali. Nel nostro gruppo alla fine 37 persone hanno votato per Obama e 18 per Hillary. In base a questi voti sono stati assegnati 3 delegati nel gruppo di Obama e 2 in quello di Hillary. I delegati vengono scelti all'interno del gruppo (per votazione se ci sono più persone disponibili a fare i delegati). Questi delegati la prossima settimana si troveranno con gli altri delegati per un voto a livello di zona e poi di stato. Le votazioni si terranno in modo analogo a quello sopra riportato, ma a questo punto i giochi sono fatti perché è difficile far cambiare idea ai delegati.
Un sistema veramente interessante quello dei caucuses, che coinvolge veramente a fondo le persone che vi partecipano. La cosa che mi ha stupito però è che moltissimi (anche anziani) stavano andando a un caucus per la prima volta nella loro vita. E' proprio vero: questa volta gli Americani sentono proprio il bisogno di un cambiamento ed i caucuses sono una buona occasione per esprimere le proprie idee.

giovedì 7 febbraio 2008

Obama vs Hillary

E' passato il SuperTuesday e tra i democratici c'è ancora molta confusione sui risultati. Chi è in testa? A seconda dei notiziari e dei giornale potete trovare dei numeri diversissimi. Tra Obama e Hillary la sfida è all'ultimo voto. Per il momento, Obama s'è accapparato il maggior numero di Stati, mentre Hillary ha vinto nelgi stati più popolosi. E i calcoli vengono fatti in modo proporzionale e diverso da caucus a caucus così c'è una confusione pazzesca sui numeri. Ultimamente poi non si fa altro che parlare di questi Superdelegati: sono il nòcciolo del partito (ex presidenti, governatori ecc..), non vengono eletti, decidono autonomamente e potrebbero essere di fondamentale importanza per far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Tutta sta sitiuazione mi ricorda un po' il nostro Senato italiano, con i Senatori a vita che erano diventati di fondamentale importanza ad ogni votazione.
Ad ogni modo sabato è il turno dei caucuses dello stato di Washington. Ci son ben 94 delegati da assegnare e nessuno cercherà di farseli sfuggire. Per domani è pure previsto l'arrivo di Obama qui a Seattle. E anche se non posso votare magari faccio pure un salto a sentirlo...
Oh! dimenticavo... (o forse no?) In campo repubblicano, dopo il ritiro di Romney, sembra ormai quasi scontato che il candidato sarà Mc Cain.

lunedì 4 febbraio 2008

Superbowl 2008

Le due squadre sfidanti del XLII Superbawl di football americano sono state New York Giants e New England Patriots (di Boston). Sembrava una di quelle partite senza storia di cui si conosceva già il vincitore. I New England uscivano da una stagione perfetta: 18 partite vinte su 18. Anche i bookmakers davano la squadra per favorita di ben 14 punti (un sacco per chi non se ne intendesse).
E invece è stata una partita al cardiopalma. Gli sfavoriti Giants ce l'han messa proprio tutta. E alla fine all'ultimo minuto i newyorkesi hanno vinto 17-14. Touchdown con passaggio da Eli Manning a Plaxico Burress proprio sullo scadere. Ma come fa uno a chiamarsi Plaxico??? Cos'è il nome di una company che fa Plexiglas? Ad ogni modo è riuscito a trattenere la palla ovale fino all'ultimo e così la sua squadra s'è portata la Lombardi cup a casa.
Posso dire con certezza che questo è l'evento sportivo più importante dell'anno per gli americani. 97,5 milioni di persone erano davanti al televisore. Perché oltre alla partita c'è lo spettacolo. C'è gente che guarda il Superbowl solo per le pubblicità: le più particolari e costose che vengono trasmesse durante l'anno. A dir la verità questa volta nessuna degna di nota. E poi il mini concerto a metà della partita. L'anno scorso era salito sul palco Prince, quest'anno è stata la volta di Tom Petty and the Heartbreakers. Che dire: mi ricordavano un po' i Pooh italiani. Sono terribili, ma alle grandi occasioni ce li ficcano sempre. E poi non dimentichiamoci delle schifezze che assolutamente bisogna mangiare per tradizione durante tutta la partita: patatine, tortillas con salsine varie, tranci di pizza, salatini, dolcetti, il tutto diluito con della birra. Una giornata all'insegna della salute.
In totale sono state 4 ore di spettacolo. E poi, come succede in Italia per il calcio, adesso ci sono da fare commenti per almeno una settimana.

venerdì 1 febbraio 2008

Le elezioni presidenziali

In un momento in cui in Italia non si fa altro che parlare di nuove elezioni e nuova legge elettorale, vorrei utilizzare questo post per cercare di spiegare invece il sistema di voto per eleggere i candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Anche questo è un argomento di piena attualità, dato che la corsa alle nominations è partita il 5 gennaio e si protrarrà per i prossimi mesi. Sia per democratici che repubblicani, l'elezione avviene in due modi: o attraverso le primarie o attraverso i cosiddetti "caucus".
Le primarie sono votazioni vere e proprie in cui si esprime sulla scheda la preferenza per il candidato.
I caucuses invece sono delle riunioni ristrette degli attivisti locali del partito che si svolgono in luoghi pubblici come scuole, stazioni dei pompieri, municipi o biblioteche.. La parola ha origini indiane e significa "riunione dei capi tribù". Le modalità di voto di repubblicani e democratici sono diverse.
Tra gli iscritti al Gop (i repubblicani del Grand Old Party) il voto è segreto. In pratica, dopo aver partecipato all'assemblea e ascoltato istruzioni e interventi degli altri partecipanti, ognuno scrive il nome del proprio candidato prescelto su un foglietto di carta e lo depone in un cappello o in un altro contenitore che viene fatto circolare. I delegati confermeranno in seguito la scelta dei caucus a livello di contea, poi di distretto e infine di Stato.
Per i democratici, invece, il voto è palese. Nei singoli caucus si formano dei gruppi di preferenza (tra cui quello degli indecisi) in cui gli iscritti si schierano in aree circoscritte della sala. A quel punto ogni gruppo ha 30 minuti di tempo per convincere i rivali a passare dalla loro parte. Trascorso questo tempo si verifica se ci sono cambiamenti di fronte, a partire dagli indecisi, e alla fine si passa alla conta e il gruppo più numeroso vince.
Il numero di delegati eletto alle primarie e caucus è variabile per ciascun partito: maggiore il numero degli abitanti, maggiore il numero dei delegati.
La «convention» è il momento conclusivo verso il quale tende tutto il sistema dei caucus e delle primarie: è il congresso del partito che sceglie i candidati alla presidenza, alla vice presidenza e discute e delibera a proposito del programma elettorale.
Altre due parole chiave. La «nomination» è l'investitura ufficiale che un partito dà al proprio candidato, mentre il «ticket» è il nome che viene dato all'accoppiata dei candidati alla presidenza e alla vice presidenza. Data da segnare in agenda? Martedì 5 febbraio: il Super Tuesday quando andrà al voto la maggior parte degli Stati. A quel punto verranno nominati il 52% dei delegati democratici e il 41% di quelli repubblicani.

domenica 27 gennaio 2008

Quella scimmia di presidente

Riportando Battiato da "Ermeneutica": "gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente s’invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo si inventano democrazie". Se sono stato così per lungo assente la colpa è anche un po' di quella scimmia di presidente (come? non avete notato la somiglianza?) che gli americani si ritrovano al governo in questo momento. La notizia arrivata con l'anno nuovo infatti è stata quella di un taglio del 20% dei fondi dedicati al mio progetto di ricerca. Questo con il fatto che un altro grant non è arrivato, ha portato alla seguente situazione nel mio laboratorio: decurtazione del mio contratto da ottobre a giugno, ma, ancora più triste, il licenziamento di 3 persone (su 7). In tempi normali probabilmente i fondi li avremmo ricevuti, ma negli States non sono tempi normali, anche se magari le tv cercano di convincervi del contrario. Saddam Hussein è stato impiccato, ma la guerra in Iraq va avanti. Guerra senza senso. Guerra con elevati costi, sia a livello umano che monetario. E così servono un sacco di soldi per mantenere i 180.000 militari oltreoceano. Ma le riserve di uno stato con un'economia che cola a picco non bastano più, per cui da qualche parte bisogna tagliare. E chi sono i primi a farne le spese? Of course! Come al solito sono i ricercatori e la ricerca, discarica dei problemi dello stato. Così ultimamente ho passato 10 giorni infernali per cercare di scrivere un altro progetto e l'application per ottenere un posto di post-doc a partire da luglio. Speriamo bene: anche l'America, quella con la A maiuscola, non è tutta rose e fiori.
Attendendo le nuove elezioni, non posso far altro che stringere i denti e continuare a lavorare sul mio progetto. Troppe chiacchiere. Spero che ritorni presto l'era del cinghiale bianco.


venerdì 14 dicembre 2007

Babbo Lenin - Il Ritorno

Natale si avvicina e come da tradizione la statua di Lenin a Fremont è stata addobbata per l'occasione. Quest'anno l'imponente figura dello statista russo sfoggia una nuova sciarpa di lana blu con frange verdi. Avvolge con disinvoltura il corpo un lungo boa rosso comunista da cui spuntano simpatiche campane luminose. Sul capo (off course!) non poteva mancare la brillante stella rossa che guida i turisti giusto al centro del quartiere. Buon Natale Lenin!

mercoledì 12 dicembre 2007

Hanukkah - The festival of Lights

Hanukkah, nota anche come festa delle luci, è una festa ebraica della durata di 8 giorni. Non ricorre mai lo stesso giorno, perché segue il calendario ebraico, ma comunque è una festa che cade in dicembre. Viene celebrata la ridedicazione del tempio di Gerusalemme al tempo della rivolta dei Maccabei nel II secolo a.C. Tra storia e mito ecco come andarono le cose più di 2300 anni fa... Numerosi ebrei allora abitavano una terra chiamata Giudea sotto il dominio del re greco Antioco Epifano. questi ordinò agli ebrei di rinunciare al loro Dio, alla loro religione e ai loro costumi, onorando solamente gli dei greci. In base a questa disposizione i templi giudaici furono distrutti o utilizzati per altre divinità. Alcuni ebrei obbedirono ad Antioco, altri rifiutarono. Tra quest vi era Giuda Maccabeo che insieme ad altri compagni organizzò un vero e proprio esercito per difendersi dagli oppressori. Si fecero chiamare Maccabei, che significa "martello". Combatterono per tre anni, finché non ebbero la meglio e riconsacrarono il tempio in Gerusalemme.
La prima cosa da fare era purificare e ridedicare il tempio al loro Dio. Rimossero tutti i simboli e gli idoli greci, ma non trovarono l'olio benedetto per poter accendere le lampade. Cercarono a lungo finché in una delle stanze del tempio non scovarono un'ampolla d'olio. I maccabei sapevano che quel poco sarebbe bastato solo ad illuminare il tempio per una sera, ma a quel punto avvenne il miracolo: il picolo contenitore d'olio durò non una, ma otto notti.
Per ricordare l'evento durante gli otto giorni della festa le persone accendono ogni notte una delle candele del "Menorah", il candelabro ebraico a otto braccia. Ognuna rappresenta una notte che la piccola quantità d'olio ha illuminato il tempio. C'è uno specifico rituale per accendere le candele e durante la cerimonia vengono recitate delle preghiere dette "three blessings" o "tre benedizioni", che appunto iniziano con le parole ebraiche "baruch ata Adonai" che significano "Benedetto sei tu..."
Molte sono poi le tradizioni legate a questa festa, in particolare i bambini ricevono un regalo, uno ogni giorno della festa! Me la posso immaginare facilmente una scenetta con i bambini ebrei che si bullano con quelli cristiani che per Natale ricevono un solo regalo...

domenica 2 dicembre 2007

Prima neve della stagione

E' arrivata la prima neve della stagione in città. Era già stata preannunciata da alcuni giorni e puntuale è cominciata a scendere copiosa nel pomeriggio di ieri. Dovevo andare a fare la spesa in macchina, ma c'ho rinunciato. Non perché avessi paura di affrontare le intemperie. Più che altro, vista l'esperienza dell'anno scorso, temevo gli automobilisti di Seattle, che con 1 cm di neve sulle strade diventano il pericolo numero 1. E infatti gli incidenti sulle strade sono stati numerosissimi. Ma non c'è da stupirsi: in città nevica si e no 3 volte l'anno. Si accumula qualche cm di neve che solitamente il giorno dopo è già tutta sciolta. I cittadini di Seattle quindi non si preoccupano di cambiare le normali gomme con gomme da neve, ma se il manto stradale comincia a essere bianco sono guai!

mercoledì 28 novembre 2007

Sales in zucca

Dopo essersi abbuffati con chili di tacchino a Thanksgiving, il giorno dopo (venerdì) gli americani cercano di smaltire la ciccia di troppo facendo shopping. E' in fatti un giorno speciale. Il giorno dei saldi più folli dell'anno. Una sola parola scritta ovunque: SALE. Tutti i negozi applicano prezzi scontatissimi alla merce, ma solo ed esclusivamente per questo giorno troverete le superofferte! E si tratta di veri sconti, non come quelli italiani. I negozi aprono prima e chiudono più tardi. Ma quando dico prima intendo che molti aprono addirittura alle 4 del mattino, ma in media alle 6 è già tutto aperto! Credevo che nessuno avesse il coraggio di svegliarsi così presto e invece mi hanno assicurato che c'è gente che dorme fuori dalla porta del negozio col sacco a pelo per assicurarsi la pole position! File chilometriche di malati dello shopping si formano anche ore prima dell'apertura, già verso le 2-3 del mattino. Tutti hanno già ben chiaro in mente cosa comprare. Perché si sa "chi primo arriva"... Piani d'azione vengono studiati da famiglie intere che si preparano davanti alla porta a vetri, pronti per la sfida. Mamma all'abbigliamento settore donna, papà agli elettrodomestici, figlia ai profumi e prodotti di bellezza e figlio più piccolo al settore informatica. La nonna è troppo vecchia, non può correre e verrebbe inghiottita dall'orda selvaggia, ma la sedia a rotelle su cui viaggia potrebbe essere un 'ottima arma per eliminare la concorrenza in velocità. 3... 2... 1... shopping!

venerdì 23 novembre 2007

Thansgiving - Il tacchino risparmiato

Sono sopravvissuto anche al secondo Thanksgiving in America. E pensare che avevo proprio cominciato questo blog con un post su Thanksgiving e l'origine della festa (http://andyseattle.blogspot.com/2006/12/thanksgiving.html). Quest'anno però festa meno americana e un po' più italo-canadese. C'erano risotto con funghi e zafferano e roastbeef con patate al forno, ma i tradizionalisti non han fatto mancare il prosciutto arrosto (ham), patate dolci con marshmallow e smashed potatoes. E invece di pecon pie o pumpkin pie, un italianissimo tiramisù. Sì tacchino: quest'anno abbiamo preferito il maiale a te. Quest'anno sei stato risparmiato e potrai continuare a fare il tuo gobble gobble (glu glu per gli italiani che non parlano il tacchinese americano) scorrazzando per l'aia. Ma tacchino più tacchino meno... Secondo i dati del 2006, solo per la Festa del ringraziamento sono stati fatti fuori 46 milioni di tacchini!!! In Italia sarebbe quasi un tacchino a testa. Tacchino spennato, infornato, aspettato per ore, tagliuzzato, servito con patate al ringraziamento, servito nel panino il giorno dopo e servito come zuppa due giorni dopo, finito nella pattumiera al quarto perché, diciamolo, dopo un po' uno non ne può più.

martedì 20 novembre 2007

American breackfast - Dolci e pane

Dopo uova e bacon non posso poi fare a meno di parlarvi di pani e focaccine che trovate nel tipico piatto della colazione americana. Un classico sono i pancakes, una sorta di crepe lievitata servita con burro e l'immancabile sciroppo d'acero o miele. Se non volete la pila di focaccine alla Homer Simpson, vi consiglio il french toast: pane da toast immerso in uovo, panna e spezie varie e quindi fritto. Servito con una spolverata di zucchero a velo è ottimo con la marmellata. Per qualcosa di più "leggero" mi butterei sugli english muffins, panetti morbidi da aprire a metà e riempire a piacimento. Questo non va confuso col famoso american muffin, una piccola tortina dolce in stampini di carta. Potete trovare muffins di vari gusti, ma il più famoso rimane il blueberry (mirtilli) muffin. Tra i miei preferiti sono poi gli scones: paninetti dolci semplici oppure con raspberries (lamponi) o blueberries. Sennò c'è il classico toast, fette di pane tostato il più delle volte imburrato ancora caldo cosicché il grasso si scioglie e si assorbe nel pane rendendolo più morbido. Ma ricordate: non si può ordinare semplicemente toast, dovete specificare il tipo di pane che volete: bianco, cereali, integrale... di solito la lista che propongono è infinita!

giovedì 15 novembre 2007

American breakfast - La carne

Se in ambito culinario all'Italia viene facilemente associata la pasta, se pensiamo agli Stati Uniti è invece facile associare il bacon, altro componente essenziale nella colazione americana. Il bacon non è altro che la nostra pancetta, ma mentre da noi cotta viene di solito usata a cubetti, qui è normale trovarla a strisce. Ne esistono di tutti i tipi per soddisfare tutti i palati: affumicato, aromatizzato, alle mele, di maiale, pollo o tacchino, anche se quello di maiale rimane il classico. Viene servito di solito bello croccante, tant'è che per mangiarlo potete utilizzare anche le mani. Ma anche qui il bacon non è l'unico tipo di carne che potete ordinare nel piatto della vostra colazione. Potete ordinare anche del canadian bacon, che non è altro che una fetta di prosciutto tagliata grossa e cotta alla piastra. Oppure in alternativa potete chiedere sauseges (salsiccia), ma poi dovrete specificare se la volete intera o patty (a polpetta). Dipende dai posti ma anche qui ne potete trovare di tutti i tipi: dolci, italian style (leggermente piccanti e con l'aggiunta di semi di finocchio), piccanti... Tutte comunque all'insegna della leggerezza!

lunedì 5 novembre 2007

American breakfast - Le uova

Domenica sono andato a fare colazione. La classica colazione americana che non ha niente a che vedere con la nostra "brioche e cappuccino", ma è praticamente un pranzo che prevede uova, carne e pane. Eh sì, ma la scelta è mica semplice! Dovete aver ben chiaro in testa cosa volete ordinare. Che se ordinate semplicemente due uova, bacon e del toast, come minimo vi verranno fatte altre 5 domande. Dovete essere precisissimi. Cominciamo a parlare delle uova. Anche noi in Italia abbiamo diversi modi di cucinarle, ma in America la differenza tra un tipo e l'altro è veramente sottile. Se volete un uovo cucinato da entrambi lati finché il rosso sia completamente solidificato ordinerete un "over hard egg". Lo ordinerete "over medium" se volete invece che il tuorlo un po' più solido, ma ancora liquido. Se invece lo volete cucinato su entrambi i lati, ma con un tuorlo liquido ordinate un "over easy", anche chiamato "runny" o "sunny side down". Sarà invece "sunny side up" se lo cucineranno da un solo lato: il tuorlo sarà liquido, ma l'olio di cottura può essere utilizzato per ungere la parte superiore dell'uovo. Le "scrambled eggs" sono le uova sbattute e cucinate con l'aggiunta di un po' di latte. Sono sicuro comunque che i nativi potrebbero trovare altri modi di chiamare e cucinare le uova per il breakfast.

giovedì 25 ottobre 2007

The big bang disproves the Bible

I sostenitori del crazionismo sono tornati all'attacco e l'altro giorno in downtown m'hanno rifilato un opuscoletto che cerca di convincermi su alcuni punti. Questo il più simpatico (si perché a me vien solo da ridere)... La teoria del "Big Bang" va contro i principi scritti dalla Bibbia quindi come fare per confutarla? Ecco qui la spiegazione mooolto scientifica che danno, ve la riporto in inglese nel testo originale:
"Try and think of any explosion that has produced order. Does a terrorist bomb create harmony? Big bangs cause chaos. How could a big bang produce a rose, apple trees, fish, sunsets, the seasons, humming birds, polar bears - thousands of birds and animals, each with its own eyes, nose and mouth? Here's an interesting experiment: empty your garage of every piece of metal, wood, paint rubber and plastic. Make sure there is nothing there. Then wait for 10 years and see if a Mercedes evolves. I'm serious. Try it. If it doesn't appear, leave it for 20 years. If that doesn't work, try it for 100 years. Then try leaving it for 10,000 years. Hard to believe? Then here's what will produce the necessary blind faith to make the evolutionary process believable: lieve it for 250 million years. Cerebellum liposuction."
Ma la liposuzione al cervello se la sono fatta loro! Ma vi pare possibile? Qui non è questione di essere credenti o meno. Qui è l'ignoranza che dilaga! Questa non è scienza! Allora provate questo esperimento: prendete un sostenitore del crazionismo, isolatene il cervello e provate a vedere se dopo 10, 100 o 10mila anni si forma qualche connessione neuronale. Che ci sia speranza?

lunedì 1 ottobre 2007

Driver Licence - La patente in america

Finalmente! Finalmente ho una macchinina! Ho aspettato a lungo, ma adesso posso cominciare anch'io ad inquinare un po' il nostro pianeta (purtroppo...) con una Kia Sephia vecchia di 10 anni. Per guidare un auto negli Stati Uniti, se avete un domicilio qui, è necessari farsi la driver licence, patente americana, il che implica rifare l'esame scritto e il test di guida. A dirsi sembra terribile se pensiamo alle domande trabocchetto a risposta multipla dell'esame italiano, al librone da studiare con i mille cartelli stradali, alle guide che abbiamo dovuto sostenere e non da ultimo per importanza al prezzo (esagerato) che si paga per averne ottenere la licenza. Qui in america a tutti (e con tutti intendo anche gli stupidi) è data la possibilità di guidare una macchina. Ogni stato ha la sua legislazione, ma credo che più o meno le regole siano piuttosto standard. Differenza numero uno: la patente la potete ottenere a 16 anni. Il libricino su cui studiare ha 70 pagine di cui probabilmente 10 di introduzione e altre dieci su come accendere la macchina. I segnali vengono "spiegati" a gruppi e tutto comunque è trattato in modo mooooolto superficiale. E niente teoria su motore e meccanica della macchina! Un libro per gli esercizi non esiste. Il test si svolge al computer dovete rispondere esattamente ad almeno 20 domande su 25. Sono domande a risposte multipla e a molte si può rispodere per esclusione... sembrano le domande di entrata di "chi vuol essere milionario". Non c'è l'aiuto da casa, però se non sapete cosa rispondere ad una domanda potete saltarla perché ne avete 3 di riserva! Costo per l'iscrizione: $45. Se non lo passate la prima volta potete rifarlo entro 24 ore. Se non lo passate la seconda avete un altra possibilità dopo alcune settimane. Se non lo passate la terza, allora siete veramente dei deficienti e dovete pagare di nuovo una sovrattassa. Passato lo scritto, vi recate con una macchina qualsiasi munita di assicurazione al Departement of Licensing per il test di guida. Non dovete pagare nulla perché il prezzo è già compreso nei $45 che avete pagato all'inizio! Qui potreste avere qualche problema perché magari non siete abituati a guidare sulle strade americane (ad esempio che i semafori si trovino dall'altro lato dell'incrocio e che se vi fermate sotto siete in mezzo a suddetto incrocio...), ma normalmente qui è più facile che in Italia. Tutti rispettano i limiti e rari incazzati al volante che strombazzano. Poi vi tolgono 4 punti per ogni cavolata che fate, ma anche qui dovete passare con almeno l'80% di punteggio. Dove vi fregano? Spesso per cavolate... Per esempio se parcheggiate in pseudosalita, parcheggio perfetto con tanto di freno a mano tirato, ma non girate le ruote anteriori nel senso del marciapiede sono 4 punti in meno. E poi quel giorno dovete farvi venire il torcicollo a forza di girarvi per vedere le macchine che arrivano, che guardare negli specchietti non basta! Ma alla fine niente di diverso da quello italiano a parte quando vi chiedono di fare cose strane tipo, dopo che avete svoltato ad un incrocio a destra, mettere la retromarcia e ritornare a parcheggiare sulla strada da cui siete usciti (!). Guarda te a uno cosa tocca fare dopo 10 anni che guida!

lunedì 24 settembre 2007

American Oktoberfest

Dopo il villaggio in stile bavarese a poche ore da Seattle, non poteva mancare in questo periodo una bella festa della birra, un bell'Oktoberfest per la precisione. La festa s'è tenuta a Fremont nel weekend ed è stata votata dal giornale USA Today come una delle Top 10 Oktoberfests nel mondo. Spero che l'originale di Monaco sia al primo posto, ma ad ogni modo ho particolarmente apprezzato questa versione americana. Come da legge per entrare nel beer garden recintato e sorvegliato dalla polizia bisognava avere più di 21 e presentare un I.D. All'interno vari tendoni ospitvano circa 35 birrerie diverse per un totale di più di 70 birre diverse da assaggiare. Ogni birra infatti veniva servita in un bicchierino da degustazione fornito all'entrata. Tra le più originali che ho assaggiato: la Lazy Boy Porter con una punta di caffé e cioccolato che le danno profondità e complessità; la Stranger Big Double Trouble IPA, miscela di malti inglesi e americani che bilanciano l'enorme profilo di luppolo (varietà Chinook, Athanum and Amarillo) che porta l'IBU (l'indice di amarezza di una birra) a 100 (che è il massimo livello); e poi la pumpkin Pale Ale della Pacific Rim aromatizzata alla zucca, non tra le mie preferite, ma sicuramente originale; la Old Rasputin Russian Imperial Stout della North Coast l'ho scelta per il nome, ma è stata anche una delle migliori stout che abbia mai assaggiato. I nomi curiosi erano molti comunque: Arrogant Bastard Ale, Deadguy e Rocktoberfest solo per citarne alcune. Comunque non preoccupatevi... non le ho provate tutte!